Il 17 novembre 2025 si è spento a San Francisco Paul Ekman, nato a Washington nel 1934, psicologo clinico e ricercatore che ha dedicato oltre sessant’anni a decifrare il volto umano. La sua eredità scientifica è immensa: ha dimostrato l’universalità delle emozioni primarie, gioia, rabbia, paura, tristezza, disgusto e sorpresa, e ha reso visibili le microespressioni, quei fugaci movimenti del volto che rivelano ciò che le parole non dicono.
Ekman ha trasformato la psicologia in un linguaggio universale delle emozioni, applicato in ambiti che spaziano dalla clinica alla sicurezza, dalla formazione alla diplomazia. La sua ricerca ha ispirato serie televisive come Lie to Me, ma soprattutto ha influenzato il modo in cui milioni di persone guardano e ascoltano gli altri. Con il Dalai Lama ha creato l’Atlas of Emotions, un progetto che traduce la scienza in strumento di compassione e consapevolezza, dimostrando che la conoscenza può diventare pratica quotidiana di pace.
La sua vita è stata un ponte tra scienza e umanità: dal rigore accademico al dialogo con filosofi e leader spirituali, Ekman ha sempre cercato di rendere la conoscenza accessibile e utile. Non si è limitato a studiare le emozioni: ha insegnato a riconoscerle, a rispettarle, a non ridurle a semplici reazioni fisiologiche. Per lui, ogni emozione era un racconto, un frammento di verità che si manifesta nel volto e che chiede ascolto.
Ekman partiva da una convinzione radicale: le emozioni fondamentali sono universali, inscritte nella biologia umana, e si manifestano attraverso microespressioni facciali che durano frazioni di secondo. Per dimostrarlo, non si limitò a osservare pazienti o studenti occidentali, ma cercò conferme in contesti lontani dalla cultura globalizzata.
Negli anni ’60 e ’70 condusse ricerche in Papua Nuova Guinea, tra la popolazione Fore, una tribù allora quasi del tutto isolata dal mondo moderno. Mostrando fotografie di volti che esprimevano emozioni diverse, chiese agli abitanti di riconoscerle e di raccontare quali situazioni avrebbero potuto generarle. I risultati furono straordinari. Anche senza esposizione ai media o alla cultura occidentale i Fore identificavano correttamente le emozioni. Questa scoperta fu decisiva: dimostrò che le emozioni non sono costruzioni culturali, ma universali e inscritte nella biologia umana.
Da questa intuizione nacque il Facial Action Coding System (FACS), sviluppato negli anni Settanta insieme a Wallace Friesen. Si tratta di un metodo minuzioso per catalogare ogni movimento del volto e collegarlo a stati emotivi. Ogni contrazione muscolare veniva descritta come “unità di azione”, e la combinazione di queste unità permetteva di identificare le microespressioni, quei fugaci movimenti che rivelano emozioni autentiche, spesso inconsapevoli o non dichiarate. Il FACS divenne uno strumento applicato in ambiti clinici, investigativi, educativi e persino diplomatici, trasformando la psicologia delle emozioni in un linguaggio pratico di comprensione e relazione.
Ekman non si fermò alla ricerca accademica: trasformò il suo metodo in strumenti concreti. Collaborò con agenzie governative e istituzioni di sicurezza, pur avvertendo che il suo lavoro non era un “rilevatore di bugie” infallibile, ma piuttosto un invito a cogliere le incongruenze tra parola e volto, da interpretare con cautela e responsabilità. Con il Dalai Lama realizzò l’Atlas of Emotions, una mappa interattiva che descrive le emozioni come territori da esplorare, con le loro varianti, intensità e conseguenze. Era un modo per tradurre la scienza in pratica quotidiana di consapevolezza e compassione, dimostrando che la conoscenza può diventare strumento di pace.
Questi dettagli mostrano come Ekman abbia trasformato la psicologia in un linguaggio che non si limita a descrivere.
Per I Caffè Culturali, dedicati alla parola, la figura di Ekman è particolarmente ispiratrice: egli ha mostrato che la parola non basta, che il linguaggio umano è intreccio di voce e volto, di discorso e silenzio. Le sue microespressioni sono parole non dette, testimonianze che emergono dal corpo e che ci obbligano a un ascolto più profondo. Ekman ci ha insegnato che comunicare significa anche riconoscere ciò che sfugge, che la verità non è solo nel testo ma nell’interstizio tra parola ed emozione.
La sua opera ci invita a un nuovo modo di intendere la cultura: non come accumulo di testi, ma come pratica di attenzione. Guardare un volto, cogliere un sorriso trattenuto, una smorfia di paura, un lampo di rabbia: tutto questo diventa parola, diventa racconto. Ne I Caffè Culturali, dove la parola è rito e memoria, Ekman ci ricorda che essa è fragile se non accompagnata dall’ascolto del volto e del cuore.

fonte: Archivio I Caffè Culturali
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Oggi, ricordarlo significa riconoscere che ogni parola è incompleta senza il corpo che la sostiene. Significa accettare che la verità non è mai solo nel discorso, ma nel gesto che lo accompagna. Significa imparare a leggere le parole e le emozioni insieme, per costruire una cultura della comprensione e della pace.
Paul Ekman lascia un patrimonio che continuerà a vivere nei nostri dialoghi, nei nostri sguardi e nei nostri silenzi. Ne I Caffè Culturali, la sua eredità diventa invito: imparare a riflettere sulle parole e sulle emozioni, trasformando ogni incontro in un’occasione di crescita, ogni dialogo in un passo verso una nuova consapevolezza.
Note biografiche
Paul Ekman nacque a Washington il 15 febbraio 1934 e trascorse la sua infanzia tra Newark, Washington, Oregon e la California del Sud. Fin da giovane mostrò un interesse per la psicologia e per lo studio del comportamento umano. Frequentò l’University of Chicago e la New York University, completando poi il dottorato in psicologia clinica presso l’Adelphi University nel 1958, dopo un anno di tirocinio al Langley Porter Neuropsychiatric Institute.
La sua carriera accademica e di ricerca fu segnata da riconoscimenti prestigiosi: nel 1971 ricevette il Scientist Research Award dal National Institute of Mental Health, premio che gli fu rinnovato più volte negli anni successivi. Nel 2009 Time Magazine lo incluse nella lista delle 100 persone più influenti al mondo, e fu classificato tra i 100 psicologi più citati del XX secolo.
Ekman dedicò oltre sessant’anni allo studio delle emozioni e delle espressioni facciali, diventando uno dei pionieri della psicologia contemporanea. Le sue ricerche lo portarono a sviluppare la cosiddetta teoria neuroculturale, che riprendeva gli studi di Darwin e dimostrava l’universalità delle emozioni. La sua opera non rimase confinata al mondo accademico: i suoi libri, come Emozioni rivelate e Raccontare bugie, hanno influenzato la cultura popolare e la formazione di professionisti in ambiti diversi, dalla psicologia alla criminologia.
Negli ultimi decenni, Ekman collaborò con il Dalai Lama alla creazione dell’Atlas of Emotions, un progetto che traduceva la scienza in strumento di consapevolezza e compassione. La sua eredità è dunque duplice: da un lato il rigore scientifico, dall’altro la capacità di trasformare la conoscenza in pratica quotidiana di pace e comprensione.
Paul Ekman si è spento a San Francisco il 17 novembre 2025, all’età di 91 anni. La sua vita rimane testimonianza di un impegno costante nel rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: le emozioni che abitano i nostri volti e che, insieme alle parole, costruiscono la trama della nostra umanità.
PERCORSI
Ogni parola apre un cammino. In calce al nostro editoriale proponiamo sei percorsi culturali: possono essere scelti tra: una musica, un libro, un film, un’opera grafica, un lavoro teatrale, un museo, una mostra o un luogo. Sono inviti a vivere la parola non solo come testo, ma come esperienza condivisa di ascolto, visione e memoria.
PERCHÉ ABBIAMO REALIZZATO E CONSIGLIATO QUESTO PERCORSO?
Ogni tappa è stata scelta per accompagnare il lettore in un’esperienza che non è solo informativa, ma trasformativa. Paul Ekman ha insegnato che il volto è il teatro dell’emozione, e questo percorso invita a guardare, ascoltare, leggere e sentire con attenzione.
LA MUSICA
Spiegel im Spiegel
Arvo Pärt
A TEATRO
Alfabeto delle emozioni
Stefano Massini
IL FILM
Lie to Me
Josh Boone
Nota redazionale
I Caffè Culturali sono un progetto di INFOGESTIONE, impresa dedicata alla ricerca didattica e culturale. In calce ai nostri articoli, proponiamo sei percorsi culturali come opportunità di approfondimento e compagnia: un brano musicale, un libro, un film o audiovisivo, un’opera visiva (grafica, fotografica o scultorea), un lavoro teatrale o melodramma, una mostra, un’esposizione, un museo o semplicemente un luogo. Ogni riferimento è selezionato per affinità tematica e accompagnato da dichiarazione di fonte, link ufficiale e, ove necessario, da rivisitazione grafica originale ispirata, mai copia. Le immagini e i materiali non sono utilizzati a fini commerciali, ma come corredo culturale e testimoniale.
La musica che accompagna i nostri redazionali, come in questo caso, è nidificata tramite il player ufficiale di YouTube. Rimane ospitata sulla piattaforma citata, accessibile anche direttamente da YouTube, senza subire rimontaggi né alterazioni. La sua presenza qui è a corredo di un articolo culturale, senza alcuna finalità commerciale o pubblicitaria. È parte del nostro percorso di ricerca e di divulgazione culturale.
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Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: La misura di sé
Sezione: Dalla redazione
Autore: redazione de I Caffè Culturali
Ospite: –
Codice: ICCMICC2511201257MAN
Ultimo aggiornamento: 20/10/2025
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 20/11/2025
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti:
– INFOGESTIONE – I Caffè Culturali
– https://www.paulekman.com/blog/the-passing-of-dr-paul-ekman/
– https://www.direnzo.it/it/paul-ekman-un-maestro-della-verita-ci-ha-lasciati/
– https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ekman
– https://www.stateofmind.it/bibliography/ekman-paul/
Fonte immagini: INFOGESTIONE – I Caffè Culturali
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
– Spiegel im Spiegel – https://www.youtube.com/watch?v=TJ6Mzvh3XCc&list=RDTJ6Mzvh3XCc&start_radio=1
– Alfabeto delle emozioni – https://www.youtube.com/watch?v=sHtUiWasTiA&t=5s
– Lie to Me: https://www.youtube.com/watch?v=5rh-IbrHXhA&t=2s
– Giù la maschera – https://giunti.it/products/giu-la-maschera-ekman-paul-9788809052277
– L’urlo – https://it.wikipedia.org/wiki/L%27urlo
– Museo Laboratorio della Mente – https://www.museodellamente.it




