TAVOLINI RISERVATI

Solstizi d’esistenze

con Christiano Cerasola

Tornano i “Tavolini Riservati”, a cui per oltre quindici anni si sono virtualmente seduti i nostri ospiti per raccontare di sé, delle loro vite, dei loro lavori e soprattutto del loro rapporto con le parole, senza la pretesa di usare questo spazio come esercizio di vanità o, peggio, come veicolo di vendita. Sovente occorreva una certa insistenza per far capire ai nostri autori che al mondo non esisteva solo il loro genio, ma che vi erano persone interessate a capire prima che a comprare, e che il solo fatto di avere il proprio nome su una copertina non costituiva la patente per considerarsi un Nobel per la letteratura. Questo vale per letterati, per pittori, per musicisti e per chiunque eserciti arti e scienze. Vale certamente anche per gli editori, che, malgrado si scandalizzino (sovente con valide ragioni etiche) per le incalzanti modalità di pubblicazione “mercenarie”, è bene che capiscano che anche loro pubblicano, innanzi tutto, a proprio inappellabile gusto e per la propria ragione d’impresa. Nessuno può mai ergersi arbitro indiscusso delle espressioni altrui (altisonanti ed inconsistenti concorsi compresi). Non rimane, quindi, che comprendere e, prima di pretendere di essere letti e soprattutto comprati, imparare a farsi capire: ecco una delle missioni de I Caffè Culturali.

Qualche informazione in più sulla composizione di questi spazi virtuali, che, ci auguriamo, a breve, diventeranno anche fisici, non guasterà senz’altro e ci permetterà di raccontare l’evoluzione della nostra sperimentazione e del nostro operato in tutti questi anni.

Rispetto alla prima stagione (durata più di quindici anni), oltre all’intervista all’ospite, in ogni sezione dei tavolini e di altre rubriche, potrete trovare la sinossi o la descrizione dei lavori dell’intervistato. Le note biografiche sono state introdotte con maggior visibilità ad apertura della sezione, proprio a fianco all’editoriale di apertura, come questo.

Per gli autori di lungo corso vengono inserite le immagini dei loro lavori, con i collegamenti ai rispettivi cataloghi o ai siti degli editori. Ciò non deve essere scambiato per mera pubblicità, ma inteso come completezza nella presentazione dell’iter artistico o professionale di un ospite, favorendo la conoscenza e il reperimento del repertorio di una vita. I Caffè Culturali, malgrado qualcuno ancora insista per averne assicurazione, sono gratuiti e non ricevono alcun compenso da chi ospitano.

Una ulteriore sostanziale innovazione risiede nella ricerca e nella proposta ai nostri lettori, per ogni tema trattato, di sei percorsi culturali, che hanno come riferimento la musica, il teatro, il cinema, i libri, le arti figurative, i luoghi o i musei. Ciò per approfondire gli argomenti esposti, perché, come sosteneva Edgar Morin, occorre connettere le conoscenze. Chiude, in calce, come sempre, la possibilità di commentare i contenuti apparsi nella sezione.

Tutto ciò in controtendenza a quanto succede nelle nostre collettività, schiave della cultura della velocità, della connessione che non permette l’incontro, dell’emozione, della quantità, dell’apparire e dell’apparenza, dell’arroganza e dell’opportunismo, del giudizio esclusivamente sentenziato verso gli altri e della sempre completa assoluzione di noi, eroi, vittime, martiri, ma sempre vincitori, unici protagonisti indiscussi del nostro tempo e del nostro narcisismo.



Noi proponiamo incontri cognitivi, relazioni per poter originare “sentimenti”, che a loro volta coltivano il desiderio di una sempre più profonda consapevolezza, come se la condivisione fosse il preludio a quell’unità con quel tutto da cui può scaturire il processo di avvicinamento verso ciò che definiamo visione vissuta, percepita e vivente dell’esperienza esistenziale: la verità nelle sue infinite epifanie, pensata per diventarne parte e non per possederla.

L’emozione sta allo stupefacente, come il sentimento sta al nutrimento, la connessione sta allo stupro, come la relazione sta alla condivisione, la conoscenza sta alla consapevolezza, come il giudizio sta alla supponenza, la pace sta alla vita, come la conquista sta alla morte.

Il primo ospite di questa nuova stagione de I Caffè Culturali, una “vecchia conoscenza”, come direbbero nelle pellicole poliziesche in bianco e nero, del nostro istituto è Christiano Cerasola; l’occasione il suo ultimo lavoro “Solstizio d’estate”.

I Caffè Culturali
Chi è Christiano Cerasola?

Christiano Cerasola
Cominciamo con una domanda semplice… mettiamola così, sono uno a cui piace il blu, il purè di patate, il profumo del Vernel (quello aromatizzato alla pesca), il melone, le notti d’estate, i libri di Borges, la Nutella (so di essere banale in questo), il cocco, il caffè (tanto tanto), i papaveri, la pioggia al mare, gli occhi di alcuni/e. Milano, i bar di periferia, le birre, gli autogrill, i viaggi (mentali). Queste le cose importanti, il resto non è degno di nota.

I Caffè Culturali
Cos’è la parola? Cos’è la letteratura? Cos’ è un libro e qual è la sua funzione?

Christiano Cerasola
La parola è il mezzo, la letteratura il fine, i libri sono oggetti sacri il cui potere può prevaricare su tutto, anche sui sogni.

I Caffè Culturali
Cos’è la cultura ed a cosa serve? Quale relazione intercorre tra letteratura e cultura? Quale relazione intercorre tra letteratura e comunicazione?

Christiano Cerasola
La cultura serve a insinuare i dubbi alle nostre sciocche certezze. La connessione tra cultura e letterature ci può essere solo per chi è in grado di comprendere (e dunque avere dubbi), privilegio che non è stato distribuito democraticamente. La letteratura (quella buona), comunica in potente silenzio, in una forma di quiete che preannuncia sempre una tempesta. È un’eclisse durante la quale si attende la ricomparsa del Sole.

I Caffè Culturali
Cosa significa essere un autore? Perché si scrive? Perché e quando si diventa scrittore? Come avviene il suo atto creativo?

Christiano Cerasola
A questa domanda posso solo rispondere in modo personale: per me scrivere è un fondamento, un bisogno (seppur faticoso), una necessità. Non so bene da cosa sia scatenata, tant’è che quando si manifesta e m’avvolge, mi fa anche dimenticare di mangiare (ma mai di bere caffè).

I Caffè Culturali
Come è nato “Solstizio d’estate”? Perchè lo ha scritto? Cosa rappresenta nel divenire della sua produzione letteraria?

Christiano Cerasola
Questo romanzo riprende un filone letterario al quale mi sono appassionato, dopo aver letto tanti scritti che parlano di realismo magico e di “ipernarrazione”, o realismo isterico. L’ho scritto di getto, in otto mesi, e volevo narrare una storia che si basava sul concetto della “fuga”. La fuga dei tre protagonisti, l’inseguimento dei desideri, la corsa furente alla quale nessuno riesce a stare dietro, l’impossibilita’ di essere sempre ragionevoli e, in ultimo, forse questo libro rappresenta anche una mia fuga.

I Caffè Culturali
Che ruolo hanno le parole in “Solstizio d’estate”? Come le ha scelte, a chi le ha attribuite e con quali funzioni?

Christiano Cerasola
Scelgo i termini con cura, e senza voler (ovviamente) paragonarmi ai “mostri sacri”, riferisco il concetto di Calvino, quando tribolava per l’eccesso di approssimazione che c’è, soprattutto nella letteratura.

I Caffè Culturali
Cosa sono gli “altri” per Christiano Cerasola, uomo e scrittore? Che ruolo hanno “gli altri” nella composizione letteraria?

Christiano Cerasola
Gli altri per me, come scrittore, sono fonte d’ispirazione, per quanto invece riguarda me, come uomo, in questa fase della mia vita, gli altri, non sono che ombre incerte, ombre pallide.

I Caffè Culturali
Perché in “Solstizio d’estate” vi sono tre protagonisti? Si possono considerare tre facce di un unico “qualcosa”, malgrado la loro diversità? Che relazione intercorre tra loro e Christiano Cerasola?

Christiano Cerasola
Come dicevo, i tre protagonisti sono uniti da un unico significato, che sarebbe la fuga, Da un passato , da noi stessi, da quello che ci hanno promesso, da quello che si impara a scuola, dai blocchi psicologici che necessariamente si stratificano nelle nostre menti, dai genitori, dall’amore, da sesso… e da molto altro, ma credo di essere stato abbastanza esaustivo.

I Caffè Culturali
In “Solstizio d’estate” il movimento è uno degli aspetti costanti nella narrazione. Anch’esso si presenta con varie sfaccettature di una particolare evoluzione: lo spostamento quotidiano, banale, alienante, il viaggio organizzato, la fuga sino ad assumere i connotati di una sorta di nomadismo. Qual è il suo rapporto con la relazione spaziale e perché è così importante nel suo lavoro?

Christiano Cerasola
Il movimento è cambiamento, chi ha occhi per vedere, può notare che anche nell’apparente immobilità si cambia un poco, La costante modifica ci trascina in avanti, o indietro e a destra o a sinistra. Chiamiamola evoluzione, o involuzione, si tratta comunque di cambiare. È scritto nel nostro destino: le cellule cambiano, i denti cadono, le unghie crescono, l’amore finisce, i bambini crescono, gli adulti si sporcano.

I Caffè Culturali
Il tempo: anch’esso declinato in varie dimensioni, mai cronologico, fallibile nel suo ricordo, vissuto attraverso “flashback” e digressioni. Come vive Christiano Cerasola il tempo e come lo fa vivere ai suoi personaggi? Christiano Cerasola come vive la Storia nelle storie?

Christiano Cerasola
Non so vivere il tempo, è lui che vive me. Mi piace ricordare il Mito di Sisifo, e spingere in su e giù quel masso. E mentre compio l’azione, e penso all’esistenza che trascorre, il tempo, ride di me. Poi, per quanto riguarda il mio modo ti utilizzare negli scritti i tempi sfalsati, sono costretto, per farmi capire, a menzionare W Benjamin ( mai nessuno è stato più chiaro di lui ); “ Le cose non hanno una storia finché non la leggi, e quando la leggi la tua scelta di guardarle può cambiare la storia che ci raccontano”

I Caffè Culturali
“Solstizio d’estate” è un racconto di relazione e di relazioni. I personaggi vivono una relazione, che oscilla tra anarchia carnale, gelosia e amore profondo. Gli “altri”, ed ogni cosa estranea alle vicende dirette dei e tra i personaggi sono sfondo. Cosa significa per Christiano Cerasola l’appartenenza alla collettività umana? Esiste vita senza relazione? Cos’è la relazione, con se stessi, con coloro che interagiscono direttamente con la nostra vita, con gli “altri” ed il resto dell’universo?

Christiano Cerasola
Un altro concetto, a parere mio, interessante, e preso in prestito da menti così superiori che m’imbarazzo anche a menzionare; è la dualità tra il mito di Apollo e Dioniso: la dualità di queste due figure mitologiche può farvi capire il taglio della storia, l’eterna lotta tra ordine e disordine, ebbrezza o purezza, yin e yang, forma e caos, misura o eccesso, controllo o abbandoni, silenzio o ritmo, linea o onda…

I Caffè Culturali
A proposito di “altri”. Leggendo la sua opera facilmente si può tornare con la memoria a Thomas Pynchon e al Postmodernismo Americano, alla Beat Generation con William S. Burrough, a Pier Paolo Pasolini sino a Miguel de Cervantes: è una suggestione o tali riferimenti possono avere un senso nel contesto del suo lavoro?

Christiano Cerasola
Hanno assolutamente un senso, avete menzionato quasi tutti i miei scrittori preferiti, alcuno anche citati nel romanzo, Ha senso, eccome!

I Caffè Culturali
“Solstizio d’estate” nella potenza sensoriale della scrittura, nel ritmo, nell’uso dei passaggi dialettali, nella meta narrazione e nel lirismo malinconico in quale relazione pongono il suo lavoro con la prosa e con la lirica?

Christiano Cerasola
Fa tutto parte di un unico blocco marmoreo, per quanto mi riguarda il lirismo è presente quasi nella totalità . Nel bene, e nel male. Il dialetto è lirico, il ritmo malinconico, la narrazione scivola continuamente tra lirismo, ironia, e tragedia. Diceva Roberto Bolano: tutto quello che comincia in tragedia, finisce in commedia.

I Caffè Culturali
L’attenzione alle parole che identificano marchi di prodotto a cosa è funzionale nella narrazione?

Christiano Cerasola
Sì, fa parte anche quello di un mio escamotage, cioè quello di spostare il centro di attenzione del lettore su un concetto sciocco, quale il nome di un prodotto, per dare un valore maggiore al concetto più alto. Un amico mentre stavano crollando le torri gemelle, fissava una linea nera di formiche che si dirigeva nel formicaio (l’amico mio era un po’ matto, in verità, ma al momento sta bene. Però sono stato impressionato da questo aneddoto che mi raccontò).

I Caffè Culturali
Il compiacimento intellettuale delle situazioni di anarchia corporea quale significato assume?

Christiano Cerasola
Questo bisognerebbe chiederlo a Freud, io non so rispondere.

I Caffè Culturali
L’assenza nella storia di una catarsi, il finale aperto privo di risoluzione cosa stanno a significare? Cos’è la vita per i personaggi di “Solstizio d’estate” e per Christiano Cerasola?

Christiano Cerasola
La vita è un gigantesco abbaglio ( questo è anche il titolo di un mio precedente romanzo). Un grande, enorme gigantesco abbaglio. Per tutti.

I Caffè Culturali
Consiglierebbe la lettura di questa sua ultima opera? A chi? Perché? Esistono delle istruzioni per l’uso, che ritiene opportuno indicare?

Christiano Cerasola
Non posso rispondere neanche a questa domanda, peccherei di presunzione. Il libro è un messaggio che verrà letto da chi vorrà, Non l’ho scritto pensando a un target specifico, L’ho scritto e messo nel vento, e poi si vedrà.

I Caffè Culturali
Dopo “Solstizio d’estate”?

Christiano Cerasola
Ci sarà un po’ di pace, poi tornerà l’inverno, Ma alla fine un’altra estate ci illuminerà.

PERCHÉ ABBIAMO REALIZZATO E CONSIGLIATO QUESTO PERCORSO?
Ogni tappa è stata scelta per accompagnare il lettore in un’esperienza che non è solo informativa, ma trasformativa. Edgar Morin ha insegnato che occorre connettere le conoscenze: ecco un’ottima occasione.

Nota redazionale
I Caffè Culturali sono un progetto di INFOGESTIONE, impresa dedicata alla ricerca didattica e culturale. In calce ai nostri articoli, proponiamo sei percorsi culturali come opportunità di approfondimento e compagnia: un brano musicale, un libro, un film o audiovisivo, un’opera visiva (grafica, fotografica o scultorea), un lavoro teatrale o melodramma, una mostra, un’esposizione, un museo o semplicemente un luogo. Ogni riferimento è selezionato per affinità tematica e accompagnato da dichiarazione di fonte, link ufficiale e, ove necessario, da rivisitazione grafica originale ispirata, mai copia. Le immagini e i materiali non sono utilizzati a fini commerciali, ma come corredo culturale e testimoniale.
La musica che accompagna i nostri redazionali, come in questo caso, è nidificata tramite il player ufficiale di YouTube. Rimane ospitata sulla piattaforma citata, accessibile anche direttamente da YouTube, senza subire rimontaggi né alterazioni. La sua presenza qui è a corredo di un articolo culturale, senza alcuna finalità commerciale o pubblicitaria. È parte del nostro percorso di ricerca e di divulgazione culturale.
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Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.

Titolo: Solstizi d’esistenze
Sezione: Tavolini riservati
Autore:  redazione de I Caffè Culturali
Ospite: Christiano Cerasola

Codice: ICCMICC2606201200MAN
Ultimo aggiornamento: 20/06/2026
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 20/06/2026

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s o, diversamente, quanto indicato dalle didascalie o dalle immagini
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – I Caffè Culturali
Fonte immagini:
– INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o, diversamente, quanto indicato dalle didascalie
– Ritratto di Christiano Cerasola in biografia: cortesia di Giovan Battista D’Achille.
– Per il Cimitero Monumentale di Staglieno: foto di Maurizio Beatrici – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cimitero_di_Staglieno_(92).JPG
– Per le copertine librarie: https://www.elmisworld.com/
Fonte video e contenuti multimediali: INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o, diversamente, quanto indicato dalle didascalie.

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
– Fratres (Arvo Pärt) – https://www.youtube.com/watch?v=NLvLQpSFbV0&list=RDNLvLQpSFbV0&start_radio=1https://it.wikipedia.org/wiki/Arvo_P%C3%A4rt
– Spettri – https://it.wikipedia.org/wiki/Spettri_(Ibsen)https://www.youtube.com/watch?v=3OI9GTHlITQ
– Nostalghia – https://it.wikipedia.org/wiki/Nostalghiahttps://www.youtube.com/watch?v=6n4qJeZ_Sfk
– Libro dell’inquietudine –https://it.wikipedia.org/wiki/Libro_dell%27inquietudinehttps://www.einaudi.it
– L’Impero delle luci https://it.wikipedia.org/wiki/L%27impero_delle_luci
– Cimitero monumentale di Staglieno (Genova) – https://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_monumentale_di_Staglieno

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