LA COPERTINA

Calore

di Gian Stefano Mandrino

Torniamo al caldo, ai condizionatori, all’aumento della temperatura, del biossido di carbonio, del consumo energetico, tutto per sputare sul prossimo quel tanto fastidioso calore, e paragoniamo il tutto al viale percorso, in cui tutto era più accettabile, quasi gradevole. Non so se le creature che formassero quel bel cammino avessero consapevolezza esistenziale, se potessero ritenersi martiri, eroi o campioni del “fatto da sé”, se abbiano mai iniziato a considerarsi e, se sì, abbiano smesso di farlo. Vi è qualcosa che il mio istinto di vecchia bestia destinata al mattatoio ha percepito tra la via degli esseri umani e il viale dei vegetali. È come avessi avvertito una assenza del primo e una presenza nel secondo. La soglia. La rinuncia a essere unico riferimento di tutto, la capacità di integrarsi rendendosi vicini e affini, l’assenza della supremazia fine a se stessa a vantaggio di un bene comune, senza il quale la stessa sopravvivenza verrebbe messa seriamente in discussione. Tutto ciò porta ad essere, come già detto, soglia, ovvero l’essere transizione, via al cambiamento, il percepirsi nel ritrovarsi adatto al cambiamento altrui, per ricominciare a ogni esigenza di riequilibrio, in un infinito protrarsi, che non crea precarietà, ma evoluzione, origine e ridefinizione di equilibri e rapporti aperti a confluire in un perenne altro.

Calore.
Si soffre il caldo non per la temperatura ma perché non si è capaci di adeguarsi alla temperatura stessa. Come quelli che trascorrono il tempo a ricordare e a ricordarsi che fa caldo e tendono a patire più per il giudizio sul loro stato che a beneficiare dal distrarsi da tale malessere, ponendosi interrogativi sulle possibilità di adattamento, così come nelle nostre stesse esistenze è lo stesso giudizio a creare pena in noi stessi.

Il giudizio a cui mi riferisco non è misura, non è coerenza a un modello di conduzione esistenziale, cercato, pensato, condiviso, adottato. Il giudizio a cui penso non è neppure quello della teologia del potere, che per millenni ha reso schiavi del verdetto divino, coloro che il divino ha voluto rendere liberi. È quel riferimento che si subisce da altri, che impongono stili di vita causati da varie opportunità: politiche, economiche, egoistiche a vari livelli, supportate, veicolate, esaltate dalle relazioni neurochimiche del singolo e del comportamento collettivo di specie. Il giudizio a cui sto pensando è un prodotto tipico della maggior parte delle popolazioni presenti sul nostro pianeta. È una valutazione parziale di comportamenti e stili di vita che pongono, quali riferimenti, interessi, seppur vasti, ma sempre particolari e che in comune tra loro hanno l’assoluta assenza del coinvolgimento di tutta la nostra specie.

Non non esistiamo a noi stessi. Ci raccontiamo cose come libertà, democrazia, autodeterminazione dei popoli (a far cosa non si sa), principi inalienabili tra esseri umani. Ce le raccontiamo, ma il criterio di “lupo tra i lupi” è l’unica condizione ora (e da sempre) imperante su tutto il pianeta e in qualsiasi relazione, anche la più idilliaca. Il tutto proprio perché ci ostiniamo a non comprendere la nostra vera natura (la scienza la si usa solo quando è di utilità alle solite categorie o per interessi individuali) o perché non ne siamo in grado. L’intelligenza è cosa che sfugge e non è equamente distribuita tra la nostra specie. Uno non è uguale a uno o, come dicono certi informatici, non è vero che davanti a un monitor abbiamo tutti lo stesso valore: molti di loro, per esempio, pur vivendo, immeritatamente, un’età dell’oro, stanno facendo più danni che altro, proprio per la miopia di prospettiva del settore in cui operano (se addirittura un pontefice ha sentito il dovere di pronunciarsi sull’argomento, forse qualche pensiero, oltre il loro interesse, avrebbero dovuto averlo).

Essere soglia, consapevoli di appartenere a un divenire di specie e di possibili ulteriori dimensioni, comporterebbe l’assenza di tali giudizi e di tali riferimenti fittizi e di opportunità per i più forti.

Qualcuno mi dirà: “beh si potrebbe fare in modo che la via dove scaricano calore e brutture varie sia arredata a giardino”. Forse potrebbe essere già qualcosa, ma non cambierebbe nulla, sino a quando noi stessi non matureremo la necessità di divenire giardino, soglia, specie, intelligenza unica, unisono esistenziale.

Calore.
Ci mancavano giusto le utopie, i voli pindarici di chi nella vita non ha mai realizzato nulla di buono. Occorre concretezza, decisione, meritocrazia, più democrazia, lavoro per tutti, percorrere insieme la strada dello sviluppo, più crescita, più possibilità per giovani, donne e disadattati, meno tasse e più servizi, più belli e meno brutti…Ecco fatto, come non detto: chi si è riconosciuto in questo finale è già finito, intellettualmente morto, privo di capacità intellettiva e di senso di empatia. È vero, percorrere assieme la strada della nostra evoluzione è da più di un milione e mezzo di anni che lo stiamo facendo, ma a nessuno è venuto mai in mente di capire la destinazione, di cercare di parlare per tutti, con tutti e a beneficio, veramente, di tutti. Il “mito” dell’Isola di Pasqua potrebbe rivelarsi una terribile profezia.

Abbiamo davanti delle scelte drammatiche da compiere come specie per la nostra sopravvivenza, che il concetto di Unione Europea risulta anacronistico e superato, robetta da ragazzini. Eppure gli esaltati della concretezza non sanno andare oltre la guerra, la violenza e lo sputare il caldo e le loro puzze sui visi altrui.

Caldo.


PERCHÉ QUESTI PERCORSI?
I sei percorsi che seguono non sono una lista di consigli, ma un invito. Ogni scelta nasce da un gesto di cura: offrire al lettore un luogo dove la pace non è un concetto astratto, ma un’esperienza possibile. Abbiamo cercato opere, voci e luoghi che non dividono, non schierano, non semplificano. Sono percorsi che parlano di relazione, memoria, corpo, ascolto, tregua.
Un film che testimonia senza gridare. Un libro che ricompone la vita dopo la frattura. Un brano che apre uno spazio di respiro. Un’opera visiva che accoglie il dolore senza trasformarlo in spettacolo. Un testo teatrale che attraversa la mente e la solitudine. Un luogo reale dove la pace è custodita come responsabilità collettiva.
Sono sentieri diversi, ma tutti portano nello stesso punto: la pace come gesto quotidiano, come scelta di sguardo, come modo di stare al mondo.

Nota redazionale
I Caffè Culturali sono un progetto di INFOGESTIONE, impresa dedicata alla ricerca didattica e culturale. In calce ai nostri articoli, proponiamo sei percorsi culturali come opportunità di approfondimento e compagnia: un brano musicale, un libro, un film o audiovisivo, un’opera visiva (grafica, fotografica o scultorea), un lavoro teatrale o melodramma, una mostra, un’esposizione, un museo o semplicemente un luogo. Ogni riferimento è selezionato per affinità tematica e accompagnato da dichiarazione di fonte, link ufficiale e, ove necessario, da rivisitazione grafica originale ispirata, mai copia. Le immagini e i materiali non sono utilizzati a fini commerciali, ma come corredo culturale e testimoniale.
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Titolo: Calore
Sezione: La copertina
Autore:  Gian Stefano Mandrino
Ospite:

Codice: ICCMICC2606271500MAN
Ultimo aggiornamento: 26/06/2026
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 26/06/2026

Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o secondo quanto definito dalle didascalie o dai collegamenti ipertestuali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o secondo quanto definito dalle didascalie o dai collegamenti ipertestuali
Fonte video e contenuti multimediali:

Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema:
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– teatro: Giorni felici – Giorni felici | Spoleto 52 Festival dei 2Mondihttps://it.wikipedia.org/wiki/Giorni_felici_(Beckett)
– cinema: Don’t Look Up – https://www.youtube.com/watch?v=DhYXSqz8H-ohttps://it.wikipedia.org/wiki/Don%27t_Look_Up
– libri: Cecità – https://www.lafeltrinelli.it/cecita-libro-jose-saramago/e/9788807950766https://it.wikipedia.org/wiki/Cecit%C3%A0_(romanzo)
– arti figurative: Morning Sun – https://en.wikipedia.org/wiki/Morning_Sun_%28painting%29
– luoghi: Giardino di ninfa – https://www.giardinodininfa.eu/

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