W Radiolibro!
Era il 2010 quando mettevamo in rete la prima stagione di questo esperimento di divulgazione culturale. Ora, sedici anni dopo quel primo inizio, inauguriamo la seconda stagione, ma nulla è cambiato oppure tutto. Anche allora esisteva il sito de I Caffè Culturali, tra noi c’era qualcuno in più, che oggi non c’è più, se non nel nostro cuore, e oggi c’è qualcun altro in più, che non ha mai conosciuto chi ora non può festeggiare con noi questo nuovo varo.
Perché parlare di un laboratorio, di un esperimento tra il linguistico, il tecnologico e il manageriale su e ne I Caffè Culturali? Perché questi nostri locali, questo nostro sito, sono diventati i luoghi, dove con le parole possiamo raccontare tutto, anche quegli aspetti di una intrapresa scientifica, che nessuno si aspetterebbe densa di sentimenti.
È bello aver realizzato un luogo dedicato alle parole, I Caffè Culturali appunto, che riportino tutta alla nostra umanità, che scaldino ciò che pare freddo, che possano dare un senso a ciò che pare banale, che aiutino a esprimere ciò che non si osa e condividere ciò che, forse, non si sa di avere. Il tutto da eseguire con i sensi nostri e degli “altri”, con i corpi nostri e degli “altri”, con la carne nostra e degli “altri”. Quegli “altri” ogni giorno più lontani, forieri solo di problemi, indistinti, sovente ipocriti e cattivi, da cui dipendono tutte le nefandezze, che odiamo e che ci fanno tanto male. Quegli “altri” sempre tra i piedi, ma sempre più distanti, così evanescenti e vani nelle loro vanità, che si manifestano come spettri per la durata di un “click”, di un “mi piace”, di uno “scroll”, senza aver la più pallida idea di come suoni la loro voce, di cosa sappia il loro alito o se non siano solo costruzioni della nostra mente o peggio della tecnologia, che abbiamo inventato, in realtà per alienarci dagli altri, con la scusa della comodità, della velocità, della facilità. “Dividi et impera”: il potere ringrazia e ci sguazza, in questa liturgia, nata per caso, ma da questo utilizzata sempre meglio, per alienarci ancora di più dagli altri, dal tempo, dai luoghi e da noi stessi.
Noi, disadattati del XXI secolo, ignari e ignoranti del nuovo millennio, forse l’ultimo per la nostra sciagurata specie, abbiamo avuto la sfrontatezza di provare se qualcosa poteva essere salvato. Sarà il meglio, forse, dalle varie dimensioni, cercando di coniugare, inventando per questo, tanti anni fa, I Caffe Culturali, ciccia organica e silicio. Questa volta abbiamo pensato di soffiare nella corporalità de I Caffè Culturali questa seconda stagione di Radiolibro, facendola diventare “l’entaglement” de I Caffè Culturali nella nuova dimensione digitale o, forse si dovrebbe dire, nella nuova espressione evolutiva della nostra specie, che sulla sua pelle conterà sempre meno peli e, passando per l’espressione rupestre epidermica, sempre più impianti di nuova tecnologia.
Capiterà, pertanto, che, nei locali del circuito de I Caffè Culturali, si potrà vedere e assistere a puntate e collegamenti di Radiolibro oppure a trasmissioni della stessa, atte a commentare in diretta quanto stia accadendo nei locali e le attività culturali stesse svolte nei nostri caffè. Non dovrà essere l’ennesima “comodità” segregante, che possa ulteriormente impigrire gli “altri”, ma la creazione di vicinanza, di condivisione e, soprattutto, del desiderio di usare nuovamente cervello, gambe e sensi, ingenerando da qualche parte nel nostro animo il coraggio di provare, ancora una volta, a essere parte di quegli “altri”, tanto usati, tanto ignorati e tanto disprezzati, a eccezione di quando lo siamo noi stessi o chi a noi potrebbe fare comodo, ma giusto lo stretto necessario al soddisfacimento del nostro egoismo e del nostro sempre più patologico narcisismo.
Per chi è resistito nella lettura di questa copertina sino a questo punto, due parole sulla peculiarità di questa emittente, di questa nostra sperimentazione ultra decennale.
È priva di pubblicità diretta a tal punto da sacrificare il nostro canale su Youtube, per permettere agli Ospiti delle nostre trasmissioni, dei nostri caffè e, soprattutto, ai nostri spettatori, una volta tanto, di non dover fare prostituire il proprio tempo e i propri contenuti a favore di una sempre più bieca e stupida promozione commerciale.
Radiolibro
Se vogliamo comprendere la vera essenza di ciò che accade quando accediamo al sito di Radiolibro, per ascoltarlo, per vederlo o per viverlo, dobbiamo partire dalle radici profonde della lingua, dal terreno fertile in cui i significati germogliano prima di farsi voce e cultura.
Radiolibro. Da dove proviene?
Radio deriva dal latino radius, che in origine indicava la bacchetta, il raggio geometrico, ma anche il raggio di luce che si propaga nello spazio. Non è un caso: la radiofonia, dalla cui tradizione attinge parte della emittente web, è radiazione di energia simbolica, come un fascio di luce che attraversa il campo cognitivo per illuminare le zone d’ombra della percezione.
Libro affonda le sue radici nel latino liber, che originariamente designava la pellicola interna della corteccia degli alberi (il liber), la parte viva e scorrevole attraverso cui la pianta nutre ogni sua fronda. Il libro è, per antonomasia, linfa vitale, supporto di memoria e veicolo di pensiero.
Unire questi due termini in Radiolibro significa compiere un atto di coraggio culturale: prendere la linfa viva del pensiero scritto e irradiarla nello spazio sociale attraverso la parola viva, l’ascolto, la relazione. È la sintesi perfetta tra la tradizione romantica del testo e la dimensione evolutiva della multimedialità.
In questa seconda stagione, che prende ufficialmente il via in questi giorni, Radiolibro non è un semplice palinsesto di programmi, ma un vero e proprio ecosistema culturale, un laboratorio di comunicazione condiviso, un presidio della diversità comunicativa contro la congestione sterile dei flussi di massa.
I Caffè Culturali sono la casa naturale di questa parola ritrovata, radicata e diffusa. Perché finché ci saranno luoghi, fisici o virtuali, in cui la parola torna a farsi nutrimento e non rumore, la cultura continuerà a vivere.
La presenza di un programma “guida” iniziale, in cui si presentano alcuni programmi e alcune puntate presenti nel palinsesto settimanale, affinché gli spettatori possano sceglierli nei menù a richiesta, “on demand” come piace tanto dire agli italiani. Un comportamento completamente opposto alla modalità dello “scrollare”. Il tentativo di creare un contatto, un rapporto, basato sulla condivisione di un motivo, di una finalità, di un ragionamento: non abbiamo nulla da vendere, ma tutto da condividere. Sia ben inteso: non abbiamo nulla contro il mercato, contro il commercio. Da ricercatori della propagazione della conoscenza conosciamo bene il ruolo fondamentale del mercato per la crescita cognitiva, per la formazione delle nuove generazioni e per la sopravvivenza delle nostre collettività. Noi non siamo, in realtà, ciò che mangiamo. Al nostro livello evolutivo siamo “ciò che compriamo”, ciò che possiamo comprare e, quando non possiamo più acquistare, non siamo più. Tutta la nostra esistenza “sensoriale” è dettata dal mercato: da come vogliamo apparire, come vogliamo essere considerati, di cosa avere fame, di cosa avere sete, di quali relazioni abbiamo bisogno, in cosa necessitiamo credere. Ciò che manca è educare il mercato mercato stesso alle persone, ritornare a fruire dell’economia come mezzo e non come fine, essere nei suoi confronti soggetti attivi e non schiavi passivi.
Tornando alla nostra emittente multimediale, essa vuole essere una compagna e una estensione de I Caffè Culturali, con un grande sogno: utilizzare la multimedialità, intendendo per questa caratteristica la tensione a comunicare con gli altri non in modo massivo, ma cercando di individuale le modalità di contatto e coinvolgimento virtuose per ogni spettatore, per ogni ascoltatore, per ogni partecipante, per ogni “altro”, utilizzando la tecnologia come mezzo di emancipazione e di “esaltazione della libertà dell’individuo” (n.d.r. da un intervento del Presidente Sandro Pertini).
E allora W Radiolibro!!!!
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Coordinate di questa pagina, fonti, collegamenti ed approfondimenti.
Titolo: W Radiolibro!
Sezione: La copertina
Autore: Gian Stefano Mandrino
Ospite: –
Codice: ICCMICC2609301100MAN
Ultimo aggiornamento: 30/09/2026
Pubblicazione in rete: seconda stagione, 30/09/2026
Proprietà intellettuale: INFOGESTIONE s.a.s
Fonte contenuti: INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o secondo quanto definito dalle didascalie o dai collegamenti ipertestuali
Fonte immagini: Archivio INFOGESTIONE – I Caffè Culturali o secondo quanto definito dalle didascalie o dai collegamenti ipertestuali
Fonte video e contenuti multimediali: –
Collegamenti per approfondimenti inerenti al tema: http://www.radiolibro.com


